La mia storia

Il primo giugno 1994 nasce un piccolo bimbo dagli occhi azzurri, chiamato a grandi cose!

Quel bimbo sono io! Di grandi cose già ne sono successe, e tante ne verranno. Ora mi soffermo su quelle passate.

Da che ho memoria ricordo di non essere mai stato il tipico bambino loquace combina guai. Senza vergogna vi dico che sono sempre stato il mammone di casa, piangevo facilmente, e non mi sono mai distinto nell’essere un bambino talentuoso. Ora che ci penso ero proprio un ragazzino noioso.

Visibilmente non ero tutto questo spasso, ma dentro la mia testa frullavano le avventure più entusiasmanti, con due pupazzi studiavo le trame più intricate e mi divertivo eccome!

Sono nato in un ambiente molto particolare, i miei genitori si sono conosciuti in missione, in particolare la missione Cristo è la risposta, che da anni gira l’Italia per parlare di Dio alle persone.

La nostra casa era un container 3×7. Non era spazioso ma era casa. La missione era una specie di villaggio che si spostava di città in città ogni paio di mesi circa, quindi sono sempre stato a zonzo, per tutta’ l’Italia.

Una vita così tanto diversa ha i suoi aspetti positivi e negativi. Posso dire di essere estremamente grato a Dio dell’infanzia che ho avuto perché ho vissuto cose che nessun altro bambino può vivere vivendo in un palazzo. Ma molto del mio carattere è stato compromesso da questa vita estremamente diversa dal normale.

La mente è strana, funziona così, delle volte ti aiuta a vincere, delle volte fa cilecca; la mia ha fatto cilecca per molto tempo.
I miei ricordi sono molto vaghi e offuscati, ma ci sono cose che non riesco a dimenticare anche se mi impegno.
Ma è giusto così, altrimenti non avrei niente da dirvi.
I miei ricordi più vivi iniziano dalla 5 elementare.
Quello che non sono mai stato capace di fare è difendermi, infatti a partire da quell’anno il mio impegno ogni mattina era nell’evitare quel gruppo di ragazzetti che si divertiva a scherzare in modo violento con me, iniziando da qualche insulto sono arrivati anche ad alzare le mani.
Mi vergognavo tantissimo di parlarne ai miei perché loro da genitori premurosi avrebbero reagito al posto mio e mi sarei sentito ancora più impotente.
Anno dopo anno reprimevo sempre di più la mia frustrazione e il mio rancore; fino ad arrivare al completo rifiuto di avere relazioni umane. Il dolore era troppo forte da sopportare.
Nella mia testa risuonavano come campane in una tranquilla mattinata in un paesino di montagna le parole di quelle persone, quegli insulti iniziavano a diventare parte di me ed ho iniziato a crederci.
Ruel sei un incapace… È vero non so fare niente
Ruel fai schifo… È vero guarda che orrore
Ruel sei un grassone… Hanno ragione sono enorme
Ruel sei gay… Aspetta cosa?
Qualcosa non tornava, quell’insulto era diverso dagli altri.
Perché dire una cosa del genere? Da dove l’hanno tirata fuori? E perché continuano a ripetermelo?
Da allora, il nero più completo, ho sempre creduto a tutti gli insulti che mi avevano fatto e questo non è stato da meno, anzi è stato il peggiore anche perché un giorno ho iniziato a coltivarlo.
Ricordo ogni dettaglio di quel momento, non era molto che avevamo internet a casa e io mi divertivo a cercare siti internet dei miei personaggi preferiti. Sappiamo tutti benissimo la qualità delle censure che ha la nostra tanto amata rete. Tra un click e un altro sono arrivato su una pagina pornografica, guarda caso omosessuale.
Ho chiuso subito quel sito che li per li mi aveva fatto schifo. Ma negli anni successivi, quello schifo ha iniziato a far parte del mio quotidiano. Questa è stata la mia parte di errore, sono stato schiavo di questo scempio per diversi anni. La cosa peggiore era che odiavo me stesso per quello che facevo e vivevo.
Ho sempre saputo che quello che avevo dentro non mi appartenesse, ma non riuscivo a separarmi da questa cosa che piano piano stava disintegrando i miei pensieri.

Vivevo male, delle volte mi sembrava che vivere fosse solo un pretesto per soffrire, li il mio nero diventava sempre più nero.
Ho avuto sempre paura di affrontare cose più grandi di me, ma più mi facevo grande più mi rendevo conto che in qualche modo dovevo reagire ma il coraggio da solo non riuscivo a trovarlo.
Mi dicevo sempre.. perché un assassino per essere chiamato tale deve prendere un coltello infilarlo nella pancia di qualcuno e ucciderlo… Mentre a me per sbagliare bastava stare fermo, seduto li dove ero, ero un errore, un bug da sistemare col prossimo aggiornamento.
Fortunatamente quell’aggiornamento un giorno è arrivato.

Ho sempre creduto in Dio, e Lui è stato la parte centrale del mio cambiamento.
Pregavo, volevo una vita normale come gli altri e non sentirmi più un rigetto.
La Bibbia, la parola di Dio, afferma che l’omosessualità è un peccato ed io a questo ho sempre creduto. Solo non avevo la forza di reagire, per paura di fallire come sempre e perché mi intimoriva il giudizio delle persone.
Il perdono di Dio è gratuito, ed è stata una mia scelta accettare il sacrificio enorme che è stato fatto per perdonarmi.
Ho scoperto che qualcuno dalla mia parte c’era, che non ero solo, che il mondo non era fatto solo di persone orribili, ma Dio aveva messo del buono, anche nella mia misera vita.
Ho iniziato ad informarmi e a studiare la parola di Dio, ad ascoltare testimonianze di persone che hanno passato i miei stessi problemi per trovare una via d’uscita.
Adesso dopo due intensi anni di combattimenti contro me stesso Dio mi ha dato la grazia di rimuovere tutte quelle cose che un tempo guidavano la mia vita.
Non si è limitato solo a cancellare quell’istinto omosessuale che avevo, ma ogni briciolo di insicurezza e convinzione di essere un fallito.

Una cosa cattiva ne crea un altra cattiva, non può nascere niente di buono dal male.
Si dice che dal letame nascano i fiori, ma i fiori non sono fatti di letame. Il fiore è cresciuto grazie al letame ma non ne ha preso la forma, è diventato migliore!

Pregate per me, perché ora inizia un combattimento ancora più grande!