Ho trovato il Puro Amore

Ho trovato il Puro Amore

19 Gennaio 2019 3 Di Ruel Franzese

Sono passati quasi cinque anni da quando Dio mi ha guarito dall’omosessualità. Forse può sembrare una parola forte “guarire”, ma è proprio una guarigione quella che ho vissuto.
Infatti ad un certo punto della mia infanzia, mentre i miei compagni crescevano in un modo, io prendevo un’altra direzione. Io non riuscivo più a sentirmi a mio agio con gli altri maschi e questo mi faceva stare un po’ male. Mi piaceva passare il tempo con le ragazze e condividere un po’ i loro hobby. Non sapevo ancora cosa fosse l’omosessualità ma già mi sentivo come se non funzionassi bene.

Alle medie ancora era solo una questione di atteggiamenti esteriori però ancora le ragazze mi piacevano. Ma, man mano che il tempo passava, i ragazzi li cominciavo a guardare diversamente. Guardavo in loro quello che io per un qualche motivo d’anno in anno perdevo: la mascolinità, la scioltezza, l’allegria, una certa leggerezza, la sicurezza di me.

Ero diverso dagli altri. Criticavo tutti e odiavo tutti. Non so perché ma era come se fossi sempre al centro e tutti stessero parlando di me e quindi dovevo sempre difendermi.

Alle superiori mi sono innamorato di una ragazza. Una delusione mi ha portato a soddisfare quella che pensavo fosse la mia identità di sempre: l’omosessualità. Avevo 17 anni e mi fidanzai con un ragazzo molto più grande. Pensavo di essere felice, ma mi sentivo sconfitto, come se mi fossi arreso a quello che in realtà non ero.
Ho vissuto dieci anni nel mondo omosessuale: amici gay, posti gay, siti gay. Non ho mai fatto chissà cosa ma non riuscivo mai a trovare “la persona giusta”. Sembrava una jungla quella omosessuale. Il sesso era il motore di ogni cosa, ed io ogni volta che mi trovavo anche in relazioni stabili, mi sentivo sempre vuoto e triste.

Cominciavo a capire che ci usavamo dell’altro per riempire quella mancanza di mascolinità, di affetto che sentivamo. Non appena la soddisfavi ti lasciavi e te ne cercavi un altro. Eravamo tutte persone estremamente ferite dentro. Tutti i miei amici avevano rapporti conflittuali col padre e di migliore amica con la madre, e molti di loro sono stati vittime di abusi sessuali nell’infanzia. Cominciavo a capire che questo non era normale, che l’omosessualità non era innata, ma acquisita, imposta.
Io mi sentivo diverso dagli altri maschi perché mi ero sempre sentito soffocato dalla figura femminile e ignorato, non incoraggiato da quella maschile. Per sentirmi approvato come uomo cercavo amicizia, affetto. Ma più non ne trovavo e più questo bisogno si faceva perverso. Prima desideravo risate e abbracci, poi sesso. Infatti siccome non potevo essere come loro, volevo loro.
Ma nonostante l’identità gay che avevo accettato, il mondo che mi diceva che ero nato così, mi sentivo sempre triste e perdente. Se eri nato così perché invidiavo gli altri ragazzi? Perché desideravo essere come loro? Non conoscevo la Bibbia né Dio. Più il mondo mi diceva che io ero nato così, che alcune parti del corpo si dovevano usare non per il motivo per cui erano state create, più mi sentivo vittima di una grande ingiustizia. Non era possibile che il Creatore mi avesse dato un corpo che funzionasse male. Eppure da più piccolo mi piacevano le ragazze. Perché sempre di più cresceva il senso di inadeguatezza, di inferiorità, di straniamento insieme a quello dell’omosessualità e dell’invidia?
Cinque anni fa Dio mi è venuto a cercare. Avevo già frequentato una falsa chiesa cristiana, dove si predica solo la grazia senza il ravvedimento. Per loro io ero nato gay. A me piaceva sentire questo perché mi toglieva momentaneamente un gran peso e mi sentivo deresponsabilizzato. Però la pornografia mi attanagliava, insieme ai pensieri suicidi e quel continuo senso di inferiorità. Capivo che credevano ad una bugia. Così ho letto la Bibbia e lei mi ha confermato, sia nel nuovo che nell’antico testamento, comprese le parole di Gesù nel vangelo di Matteo al capitolo 19, che Dio non mi aveva fatto gay. Che l’omosessualità era un peccato ai Suoi occhi, un pervertimento del Suo piano, un peccato come tanti, ma che Lui in Gesù mi dava possibilità di chiederGli perdono e di cambiare, e così è stato.
Cinque anni fa ho lasciato quelle chiese che non credono alla Parola di Dio e mi sono messo in preghiera e digiuno dopo che il Signore mi ha detto che non ero gay, ma che Satana si era infiltrato in una ferita emotiva e che questa si era infettata. Ho chiesto perdono a Dio, ho pianto per tutti i miei peccati ed ho creduto che Gesù è stato punito al mio posto sulla croce. Da quel momento ho sentito la pace ed il perdono di Dio. Cinque anni fa avevo tentato il suicidio. Dio mi ha tolto ogni pensiero suicida, ogni tipo di dipendenza (pornografia, autoerotismo), non ho più invidia né odio. Prima ero rancoroso e non riuscivo a perdonare. Gesù mi ha dato questa capacità. Inoltre mi ha liberato dall’identità gay e guarito poco a poco il mio cuore ferito. Ora non desidero più andare a letto con gli uomini né fare altro.
Gesù Cristo mi ha totalmente guarito. A volte sono tentato ma so che non è l’Alessio che Dio vuole, ma il vecchio Alessio guidato dalla carne e dal diavolo che vuole distruggere lo splendido piano che Dio ha per la mia vita. Il mio corpo serba dei ricordi, ma io so di non essere solo carne. La mia volontà mi fa scegliere lo Spirito Santo affinché non cammini come un animale guidato dagli istinti, ma come un uomo fatto ad immagine e somiglianza di Dio.

Dio mi ha dato la salvezza per grazia.

Non mi stanco di testimoniare e di gridare quanto Dio sia buono e misericordioso. Non ho paura perché quello che dico l’ho passato sulla mia pelle: Gesù è vivente e libera, guarisce e ristora dall’omosessualità.

Alessio, come noi, ha deciso di fare della sua storia uno strumento per aiutare altri; è il creatore della pagina Amore Puro, dove raccoglie storie di vite cambiate da Dio!

Blog: http://amorepurogesu.com

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/amorepurogesu/