Ciao, sono Francesco Sorrentino

Ciao, sono Francesco Sorrentino

27 Settembre 2018 2 Di Ruel Franzese

Ero un bambino come ogni altro.
Spensierato, felice,con la voglia di sorridere, giocare e crescere.
Credevo in Dio , frequentavo la chiesa regolarmente, andavo a scuola.
Avevo una vita normale.
Ma c’era qualcuno, intanto, che ingegnava un piano contro di me molto astuto e malefico da farmi perdere di vista la mia identità.
Come dice la bibbia :”Il ladro non viene se non per rubare, uccidere o distruggere”.
E oggi vi spiegherò come l’ha fatto nella mia vita.

Iniziò creando situazioni particolari in famiglia, che scatenavano instabilità, violenza, assenza di amore e senso familiare.
All’età di 6 anni circa si usò di due amici di famiglia, che non badando alla mia tenera età, abusarono di me.
Questi avvenimenti fecero si che io crescessi con mille paure, mille perché.
Mi chiedevo:”Chissà cosa di brutto mi riserverà il domani”,visto che fino ad all’ora la mia infanzia non era stata rosea.
Cominciai ad andare a scuola e proprio a scuola in genere conosci nuovi amici con cui giocare, passarci del tempo insieme ,tranne io, che percepivo la maggior parte di loro come un ostacolo per la mia sicurezza.
Li vedevo più forti di me, più sicuri di me, più grandi di me e col tempo suppongo che abbiano percepito questa mia insicurezza fino al punto da farmi diventare il loro oggetto di bullismo.
Ero la preda perfetta per loro…il classico bambino dal viso pulito,grassottello,un po’ secchione e che non asseconda i bulli nel fare casino in classe o mettere k.o. coi nervi l’insegnante di sostituzione.
Anzi, semmai non ne avessi mai avuto in vita mia, avevo sempre un gesto di dolcezza, disponibilità e amore per il prossimo, chiunque esso fosse.
Iniziarono ad essere violenti verbalmente, affibiandomi titoli che arrivavano ad essere sempre più pensanti.
Fino ad arrivare al giorno in cui uno di loro mi disse:”TU SEI GAY”.
Nessuna parola mi aveva fatto male così tanto fino ad allora,fu un macigno allo stomaco.
Diventò un martello pneumatico nella mia mente e più crescevo, più ci pensavo, e più le ferite sottostanti si riempivano con questa convinzione.
Il piano del diavolo stava andando alla grande.
Purtroppo questo spiacevole evento si ripeteva anche a casa, dove sia i miei genitori che i miei fratelli erano pronti ad insultarmi con lo stesso termine, o forse peggio.
Intanto passava il tempo, crescevo e all’età di 15 anni si presentarono le prime cotte, le prime fidanzatine,le prime esperienze.
Andava tutto liscio apparentemente ma una voce dentro me mi diceva:
TU SEI GAY.
TU NON SEI ALL’ALTEZZA.
TU NON VALI NIENTE.
Ci stavo cascando, iniziai a crederci.
Proprio per questo motivo, lasciavo perdere con le ragazze.
Pensavo tra me e me:”Una ragazza è da proteggere, da amare.
Devi darle sicurezza.
E io non ne sono all’altezza.
Piuttosto tutto questo servirebbe a me”.
Iniziai a sentirmi come le ragazze ,con la loro sensibilità spiccata, iniziai a dover cercare quello che cercavano loro, quindi iniziai a cercare affetto, protezione e sicurezza da un uomo.
L’uomo è di solito l’emblema della forza e della protezione , e proprio perché sin da piccolo ne era mancato uno, fondamentale nella mia vita, andai a ricercare quelle caratteristiche in altri uomini.
Mi stavo rendendo conto che i miei amici, la mia famiglia quando mi insultavano dicendo “tu sei gay” probabilmente avevano ragione.
Ma non lo accettavo.
Non lo accettavo a tal punto di tentare il suicidio,ma poco prima di espormi dalla ringhiera, sentii un potente calore a livello del torace che mi invitò a ritornare dentro.
Ci rinunciai, ma lo confessai a mia mamma il giorno dopo perché ebbi paura di quel gesto folle che stavo per compiere.
Mia mamma impaurita e preoccupata iniziò con me la sfilza di psicologi e psichiatri per capire da dove fosse scaturita questa sofferenza.
Ma con il loro aiuto capimmo soltanto una cosa.
“ERO OMOSESSUALE E DOVEVO ACCETTARLO”.
Era l’unica scelta, cercavo di farmelo star bene e per un tempo non ci pensai più.
Qualche anno dopo conobbi un ragazzo, me ne invaghii, mi dichiarai a casa con i miei genitori , con amici,colleghi e tutti mi accettarono alla grande.
Probabilmente solo una persona non riusciva ad accettarlo, e quello ero io.
Non mi sentivo nato per quello.
Col senno di poi capii che in realtà non amavo quel ragazzo, ne ero attratto da lui ma vedevo in lui ciò che io non potevo essere,o meglio, ciò che gli altri con le loro accuse mi facevano credere che io non potevo essere.
Bello, sicuro, forte, sfrontato.
Io volevo essere lui, ma visto che non potevo essere lui, VOLEVO LUI E VOLEVO RUBARGLI QUELLE COSE.
Il nemico mi fece apparire tutto bello,tutto perfetto,il mondo che da bambino sognavo.
Finalmente avevo trovato quella pace,quell’amore, quell’accettazione che da tempo cercavo.
Ma il nemico gioca così, ti mostra cose meravigliose, te le fa sembrare vere, te le fa rincorrere come se stessi quasi per afferrare la felicità ma alla fine ti fa cadere e ti deride, ti vuole veder soffrire.
Infatti quel sogno realizzato si sgretolò davanti ai miei occhi ben presto e tutto tornò come prima.
Ritornai a rivolgermi agli psicologi, ritornai ad assumere anti depressivi,mi rinchiusi in casa e ripensavo al suicidio.
Ogni notte, non ne scappava una,la paura di dormire era forte, mi alzavo,andavo in bagno e guardandomi allo specchio chiedevo a Dio “Chi sono? Perché proprio a me? Fammi svegliare domani e fammi capire che è un brutto sogno”.
Iniziai a cercarlo, ad invocarlo, AVEVO BISOGNO DI LUI.
Ma ogni giorno svegliandomi , era sempre più una conferma che in realtà dovevo solo arrendermi all’idea di essere gay,perché nulla cambiava.
In quel periodo Dio però, si usò di molte persone per parlarmi, lo fece in vari modi,ma io non lo ascoltai, non capivo,ancora non ero nella percezione dello spirito…ma posso dire che proprio quando stavo per cedere, per crollare, quando le mie forze stavano per finire Gesù prese il controllo della situazione.
Si servì di una mia amica, prima cantante del mondo, poi convertita a Cristo, vidi in lei una luce diversa, mi parlava sempre dell’amore di Dio , di quello che aveva fatto per tutti noi.
Mi disse che Gesù aveva stabilito un piano per la mia vita, che Gesù mi aveva fatto uomo e che questa era solo una bugia del nemico.
Di lì a poco iniziai a frequentare la sua chiesa Evangelica e passo passo conobbi la verità ,ma ad un certo punto scappai… ebbi paura del cambiamento, gli attacchi del nemico furono più forti della fede in quel momento.
Ma nonostante il mio allontanamento, Dio non mi lasciò del tutto,lo avevo sempre nei pensieri e nonostante vivessi di nuovo la vecchia vita chiedevo in preghiera sempre di cambiarmi e di fare la sua e non la mia volontà per la mia vita.
Le mie vie di fuga non servirono, infondo se Dio ti ha scelto, dove pensi di scappare?
È vero,il ladro viene per rubare, uccidere e distruggere ma Gesù viene per darci vita e darcene in abbondanza.
Oggi, posso dirvi che tutto il dolore, l’insicurezza, la paura, la sofferenza sono state portate su una croce da quell’Unico Uomo che circa 2000 anni fa diede la vita per noi.
Col suo sangue ha lavato il mio grande peccato, col suo amore ha rimarginato le mie ferite.
Ha cancellato l’odio, la rabbia, il rancore che provavo per tutte le persone che mi hanno causato quella ferita e so che continuerà a operare potentemente nella mia vita,come anche nella vostra vita.
Quella menzogna era solo il frutto del piano che il nemico aveva pianificato per me, e Gesù me ne ha liberato guarendo le mie ferite.
Gesù un giorno mi ha tolto il velo, mi ha ridato la vista, mi ha ridato la vita, mi ha chiamato per nome e mi ha detto: NON TEMERE, IO TI HO RISCATTATO:TU SEI MIO.
Il nemico ce l’ha messa tutta, ma io sono un’ulteriore prova vivente che Dio sovrasta ogni cosa con la Sua ONNIPOTENZA E CON IL SUO IMMENSO AMORE E CHE IL NEMICO È GIÀ SCONFITTO NEL NOME DI GESÙ.
Oggi, per la grazia di Gesù Cristo,sono un uomo nuovo, un uomo libero,libero dall’omosessualita.

TUTTA LA GLORIA SIA A GESÙ