Il brutto anatroccolo

Il brutto anatroccolo

11 Agosto 2018 0 Di Ruel Franzese

Avevo 6-7 anni, più o meno, adoravo leggere le storielle ed ero pieno, pieno di libricini, di quelli fatti praticamente solo di figure e quattro righe che raccontavano la storia.
Ricordo che il mio preferito era quello di paperino che esplorava lo spazio, era pieno di curiosità sull’universo e mi fece davvero appassionare alla scienza e all’astronomia. Ho ancora conservato quel volume.
Ne avevo tanti… storie Disney, antichi racconti italiani, un libro delle Cronache di Narnia prima che spopolò col primo film, e veramente tanti altri.
spendevo molto tempo a riordinarli, avevo una mensola ai piedi del letto così potevo tenerli sempre sott’occhio. Mi divertivo a cambiargli la disposizione. Inizialmente li mettevo in ordine d’altezza, ma ogni tanto cambiavo e li dividevo per categorie.
Tutti in esposizione, belli, colorati sistemati… tutti al loro posto, tranne uno.
Era un libro di poche pagine, ma che aveva un enorme significato per me, solo velato da un grande mistero.
Lo tenevo nascosto li, tra la parete e il materasso.
Non sapevo perché quel libro mi attraeva così tanto, ma adoravo tenerlo con me. Mi sentivo parte della storia, mi sentivo… un brutto anatroccolo.

Mi sono sempre sentito diverso.
Nella mia famiglia ero quello che adorava passare il suo tempo da solo. Tra gli amici ero quello più sensibile e quieto. Tutti sognavano in grande, mentre io mi divertivo con quello che avevo… delle volte con dei pupazzi, altre con la terra e l’acqua, ma ero sempre io, contro tutti.
Ricordo che da bambini facevamo delle gare a palle di fango. Costruivamo delle barriere dietro le quali preparavamo le nostre “bombe”.
Ho passato la mia vita a giocare solo con due ragazze, che erano le mie migliori amiche, ma quando si giocava tutti insieme era sempre quella la sfida… Maschi contro femmine, ed io ogni volta ero in seria difficoltà.
Mi tenevo in disparte dal gioco, restavo nelle retrovie di quella grande battaglia, e giravo da una squadra all’altra, perché ero amico di tutti, ma amico di nessuno, quindi per tutti io ero impassibile. Ne approfittavo per suggerire alle mie amiche i pericoli; come quando i ragazzi decisero di mettere delle pietre nelle palle di fango.
Ma in ogni nostro gioco, non sapevo mai che parte prendere. Se seguire il bene che avevo per le mie amiche, o rispettare il mio essere un maschietto.
Avevo tanta, ma tanta confusione nella mente.
Col passare del tempo questo disagio cresceva, ed io mi sentivo brutto, sporco, indefinito. Questo ha portato delle ripercussioni nella mia mente che mi sono portato fino all’età adulta.
Arrivai ad un certo punto a sentirmi così diverso dai miei coetanei che stare con loro mi veniva davvero molto difficile.
Conversavo ma non riuscivo ad essere concentrato. vivevo su una stazione radio parallela, dove il suono è tutto ovattato e privo di senso logico.
Era il mio modo di fuggire, proprio come il brutto anatroccolo fuggì dagli altri paperotti.
Quell’anatroccolo affrontò un inverno gelido, era inesperto, impreparato, ma non si era identificato in loro, allora fuggiva.
Questo vivevo io.
Ma crescendo iniziai ad avere un po’ di consapevolezza in più su chi fossi, ed arrivai in un lago bellissimo, pieno di cigni.
Scoprii che in realtà non ero brutto, non ero sporco, ma dovevo crescere, imparare e ripulirmi.
Ho sbagliato tanto nella vita, molto di quello che ho vissuto di brutto me lo sono auto inflitto. Ma credo fermamente che avendo trovato Dio, ho trovato anche la forza di reagire a me stesso e a quello che il mondo ora come ora vuole farci credere.
Il mio non era un desiderio verso gli uomini, ma il desiderio di essere amato, e considerato anche da loro, che essendo sempre stati i tipi duri diversi da me, non sono riusciti a raggiungermi. Questo ha creato in me un desiderio malsano, ma che ben presto scoprii essere solo una interpretazione sbagliata dell’amore.
Amare… L’amore ha diverse forme.
C’è l’amore per un familiare, quello per il tuo compagno, quello per il tuo migliore amico, quello per i compagni di scuola, quello per la signora simpatica sull’autobus.
Per tutti c’è una forma diversa d’amore. Ma è necessario avere un idea chiara, ed essere in grado di distinguere un amore amichevole, formato da un semplice bisogno di sentirsi accettati da un determinato tipo di persona, o un amore più profondo e passionale.
Mischiare queste regole mi portò ad avere pensieri omosessuali.
Fino al rendermi conto che la storia ero ancora in grado di cambiarla.

Non dico di essere un bellissimo cigno adesso ma so per certo che brutto e sporco, non lo sono più

Al prossimo drink
Ruel