Ho sognato di essere invisibile

Ho sognato di essere invisibile

4 Agosto 2018 0 Di Ruel Franzese

Mi è capitato spesso di svegliarmi nel mezzo della notte tutto sudato, senza il respiro e con una grande paura addosso.
Non c’è cosa più brutta di sentirsi vulnerabili e molto spesso non dormivo la notte per la paura che avevo di essere attaccato nel sonno.
Non bastava una vita piena di incomprensioni, di giudizio e fraintendimenti, neanche il sonno era tranquillo.
Ho spesso sognato di essere invisibile, di non essere considerato, o ascoltato.
Nei miei sogni correvo e mi dimenavo, urlavo in faccia alle persone, saltavo con le braccia alte nel cielo, ma era in grado di vedermi.
Sognavo di avere gli occhi legati da un filo di ferro e la bocca chiusa con la colla. Camminavo in luoghi bui, in boschi tetri in giorni grigi e piovosi, su alti palazzi nel mezzo di una grande città illuminata di notte.
Dopo tempo compresi che nei miei sogni camminavo dentro me stesso e vivevo le mie più grandi paure.
Incubi che mi sembrava di rivivere mentre ero sveglio durante la giornata.
Ma cosa c’entra tutto questo col sentirsi Gay?
La realtà dei fatti è questa, per eliminare la convinzione di sentirsi gay bisogna andare a colpire quelle aree della vita che reggono alta questa bugia.
Mi piace immaginare il tutto come uno di quei bei templi greci antichi, fatti di tante colonne.
I grandi palazzi si distruggono dalle fondamenta, quindi il nostro compito è quello di andare a disintegrare una ad una quelle colonne fino ad arrivare a far crollare tutto.
ma quali sono queste fondamenta?
L’incomprensione, il non sentirsi amati, non sentirsi accettati, il non sentirsi compresi, tutti quei mostri che abbiamo ancora nascosti, le paure, le ferite. Sono tutte colonne che reggono alta questa menzogna.
Sta tutto nell’abbatterle.
Questo rende il lavoro molto più complicato del previsto. Pensavo bastasse pregare con fede, ma cosa può ottenere una preghiera ignorante?
La preghiera è la nostra arma più potente, solitamente la usiamo soltanto come ultima spiaggia quando dovrebbe essere la nostra prima carta da giocare. Ma bisogna saper bene cosa chiedere a Dio, altrimenti non possiamo lamentarci se da Lui non riceviamo risposta o non otteniamo quello che vogliamo.
Se l’omosessualità nasce da un percorso di vita, da eventi traumatici e insegnamenti distorti è automaticamente errato semplicemente pregare che vada via senza andare a toccare quelle aree della nostra vita ancora sanguinanti e che hanno provocato tutto questo.
Avevo grossi problemi di autostima, mi consideravo lo scarto della società, non avevo ne valore ne utilità, ma una volta compresa la mia difficoltà sapevo cosa andare a chiedere al Signore nello specifico.
Chiedere a Dio di toglierti i pensieri omosessuali non è sbagliato ma non è tutto, bisogna investigarsi e arrivare a riconoscere quali sono le ferite ancora aperte e andare a sistemarle.
Ho dovuto chiarire questi punti:
• La mia autostima
• Comprendere le mie capacità
• Chiarire le mie situazioni familiari
• Imparare a stare con le persone
• Iniziare a fare tutto ciò che un tempo non facevo
• Sfidarmi in ogni aspetto della mia vita

Arrivai alla conclusione del mio percorso ad avere un idea ben chiara di chi io fossi, di quali fossero i miei problemi e ad imparare a combatterli.
Imparai a smettere di vivere di quegli incubi e riuscire a vincere anche io.

Al prossimo drink

Ruel