Biglietto prego

Biglietto prego

23 Maggio 2018 0 Di Ruel Franzese

Sono in viaggio

È molto che non scrivo, ma è anche molto che non penso. Ultimamente non ho avuto tempo neanche per quello.

È trascorsa una settimana in cui a stento sono riuscito a dormire. Ho acquisito la capacità di addormentarmi all’istante nel momento stesso in cui mi rilasso un attimo, anche seduto su una sedia.

Ora con qualche oretta di sonno alle spalle (quelle spalle che ormai non sento più date le posizioni improponibili che si assumono in autobus) cerco di definire quanto vivo.

Penso a queste due gocce che in una notte di pioggia fanno a gara a chi arriva per prima alla meta. Scorrono lentamente, con difficoltà, infondo non è facile scorrere tutta la guancia e fiondarsi a terra.

Si queste gocce sono lacrime, ma sono diverse dal solito. Lacrime di gratitudine, di vittoria, di speranza, di gioia di avere tra le mani una vita così degna di essere vissuta. Nonostante tutto, nonostante le incertezze e le frustrazioni.

Ho passato tanto, troppo tempo a desiderare la vita di altri, uscire dal mio corpo ed entrare in quello di qualcun’altro.

Vivere finalmente sereno, fuori dalla mia prigione.

Ultimamente ricordavo il ragazzo che ero un tempo. Ero senza dubbio uno che non passava inosservato, non per il suo umorismo, anzi, per l’alone nero che mi circondava, le occhiaie nere, lo sguardo disperso, le mani tra le gambe, le spalle vicine e tanto tanto rancore nel cuore.

Quando ci penso, immagino quel ragazzo come una persona che non ero io, si discosta troppo da quello che sono diventato ora.

Ma se faccio un passo indietro per vedere il percorso da una prospettiva più ampia mi rendo conto che questa trasformazione è avvenuta a suon di bastonate, vergate toste ma piene di insegnamento.

Ne sono cadute di lacrime, non poche, forse anche qualche goccia di sangue, ma ringrazio Dio per questo, perché ho potuto sperimentare la cura dell’anima.

È un servizio a costo zero, non ti viene chiesto niente se non la tua piena, intera e costante collaborazione!

Il pensiero di sentirmi omosessuale era talmente radicato che rimuoverlo ha mosso non pochi aspetti di me.

La persona che sono adesso è la testimonianza più visibile di questo cambiamento. Questa trasformazione attesta che quello che sto dicendo è vero. Cambiare è possibile, più reale di quanto si pensi, più tangibile di quanto di credi.

L’omosessualità non fa parte di nessuno, quantomeno a te che sai di essere un figlio di Dio, sai di non essere orfano eppure ti comporti da bimbo sperduto.

Ti chiedo di salire, di fare questo viaggio assieme, percorrere la strada che ti porterà via da quello che non vuoi essere.

Non hai nessun biglietto da pagare, stavolta la grazia è a tuo favore e ti porterà lontano!

Infatti la grazia di Dio, salvifica per tutti gli uomini, si è manifestata, e ci insegna a rinunziare all’empietà e alle passioni mondane, per vivere in questo mondo moderatamente, giustamente e in modo santo, aspettando la beata speranza e l’apparizione della gloria del nostro grande Dio e Salvatore, Cristo Gesú.
Lettera a Tito 2:11‭-‬13