Scarabocchio

Scarabocchio

22 Aprile 2018 1 Di Ruel Franzese

Fuori da ogni schema, da ogni misura. Fuori dallo stereotipo, dall’immagine che avevano gli altri di me; dalle critiche e i giudizi.

Era un mondo a parte quello in cui vivevo, e mi piaceva. Lo devo ammettere, mi faceva comodo avere un idea su cui appoggiarmi. Senza mettere in dubbio niente di me, “così sono e così devo essere” se sono nato confuso resterò confuso.

Dentro di me faceva freddo anche nelle più calde estati, negli abbracci più sentiti e nei sogni condivisi. Un gelo pungente, di quello che ti blocca la circolazione nelle dita e non hai più la forza di muoverle.

Ma come si fa ad arrivare a questo punto? Se omosessuale non ci nasci, come lo diventi?

Innanzitutto è doveroso spiegare in poche parole di cosa stiamo parlando. Quando si parla di omosessualità la mente va sempre li, al sesso. Ma è molto, molto più profonda. Il sesso è solo il rifugio più prossimo che il ragazzo o la ragazza gay utilizza per riempire la sua insoddisfazione, perché di questo stiamo parlando… Uomini e donne insoddisfatti, incompleti, alla costante ricerca di qualcosa che li faccia sentire se stessi.

Quando vivevo la mia vita convinto di essere gay, il mio vuoto più grande era il non avere una mia identità. Sono diventato quello che le persone dicevano di me. Ma non solo in negativo, anche i complimenti e i pareri positivi montavano quel personaggio che avrei dovuto essere io.

Ma un giorno ho detto basta! L’immagine costruita di me era uno scarabocchio incomprensibile disegnato su un foglio passato di mano in mano. Brutto, indefinito, incomprensibile, pieno di buchi e spazi vuoti. Era l’ora di girare il foglio e dare la penna a chi meritava di scriverci sopra.

Quindi alla fine l’omosessuale chi è? E cosa gli passa per la testa?

La risposta è semplice… Niente, solo tanta confusione, e tanta, tanta voglia di sentirsi amati veramente!

Con tutto questo non voglio assolutamente apparire come il giudice che spara sentenze e accuse, ma anzi, far leva sul fatto che chi vive questa condizione ha tanto bisogno di sentirsi voluto bene, di sentirsi apprezzato e accettato.

Per arrivare alla conclusione dico questo. Cercare di conoscere la difficoltà di chi la vive è il primo passo per darle una mano.

Mi è stato detto mille volte di dover uscire dalla mia condizione, ma mai mi è stato spiegato come. Come guarire le mie insicurezze, come guarire le mie ferite passate?

Dio è presente, sempre e comunque, ma ci ha anche dato la possibilità di avere il suo supporto attraverso persone che lo amano e lo servono.

È nostro dovere di credenti informarci sul problema dell’altro prima di consigliargli, e questo vale per qualsiasi problema! Buttiamoci a dare una mano, sforziamoci di essere di supporto perché, attraverso le nostre prove, Dio ci ha dato la possibilità di essere un sostegno per altri!

E così come è scritto in Proverbi…

Il ferro forbisce il ferro; cosí un uomo ne forbisce un altro.
Proverbi 27:17

… noi siamo chiamati ad essere un sostegno nel cambiamento dell’altro con la nostra esperienza!

Al prossimo Drink

Ruel