Sangue nella testa

Sangue nella testa

6 Aprile 2018 2 Di Ruel Franzese

In questi primi articoli cercherò di farvi entrare in quella che era la mia testa nel periodo più oscuro della mia vita, quello in cui ero convinto di non valere niente, convinto di non avere qualità, convinto di essere un rigetto per il mondo intero.
Il Ruel ragazzino era pieno di complessi, non che ora non ne abbia.
Però in quel periodo non c’era niente che mi potesse tirare su, niente che mi facesse sentire vivo. Perchè così mi sentivo, un morto vivente alla ricerca di qualcosa.
La parte dura era il fatto che sapevo cosa stavo cercando, e sapevo pure dove andarlo a trovare.

Quello che mi mancava era il coraggio; il coraggio di cambiare!
Ero nella mia roulottina, solo. Avevo appena finito di scrivere su un pezzo di carta il codice per sbloccare il Jetpack in GTA San Andreas (è un videogioco), così sarei riuscito a volare, al di sopra di tutto, e finalmente avrei potuto guardare anche io la gente dall’alto.
Ma non avevo la forza neanche per accendere la Play. Mi sentivo un miserabile. Ho posato tutto e mi sono sdraiato sul letto. I piedi per terra da un lato e la testa a penzoloni dall’altro.

“Così ti va il sangue alla testa” mi dice la coscienza
“Forse è un bene” le rispondo io
Mi guardavo intorno, era tutto sottosopra. Li in quella posizione mi sono reso conto di qualcosa.
Il tavolo sul tetto come se ci fosse sempre stato
Le sedie sembravano quasi non accorgersi di essere finite sottosopra
I miei fumetti sulle mensole se ne stavano tranquilli senza paura di cadere
Invece io, di paura ne avevo tanta, ed il mio mondo non era neanche sottosopra.
Iniziava a girarmi la testa, non per la posizione, ma perchè avevo capito una cosa.
Dovevo cambiare la mia prospettiva di vedere le cose.
Mi sono alzato di colpo ed ho preso in mano la Bibbia.
Questo libro… questo libro ha senso.
Gesù fu un rivoluzionario, ma un rivoluzionario per il bene, come non ce ne sono mai stati prima, e neanche dopo.

Gesù si comportava in modo diverso, non era come tutti gli altri profeti, Gesù aveva la piena conoscenza di chi era Dio quindi sapeva quello che stava facendo. E quello che faceva non andava giù a molti. Gesù era quello che guariva di Sabato, il sabato, il giorno del Signore era dedicato al riposo e non si poteva guarire. Ma lui era un rivoluzionario.
Gesù mangiava in casa dei peccatori, perdonava i misfatti più gravi, così facendo portava le persone alla redenzione, al ritorno della loro vera natura.
Andava contro tutto, ma per il bene. Nel capitolo 5 del vangelo di Matteo Gesù dice questo: “Non pensate che io sia venuto per abolire la legge o i profeti; io sono venuto non per abolire ma per portare a compimento”.
Gesù guardava le cose dalla giusta prospettiva
Così dobbiamo fare noi, ma la prospettiva giusta dobbiamo cercarla.
Nella mia testa vedevo solo errori, questi sentimenti omosessuali non mi appartengono, nascono da disagi, da problemi avuti in passato che mi trascino camminando.
Non potevo starmene li con le mani in mano.

Ho girato il foglio che avevo usato per scrivere i codici del videogame e mi sono messo a scrivere tutto quello che avevo nella testa, ed è stato proprio lo scrivere che mi ha aiutato a guarire; approfondirò l’argomento in un altro articolo, ma qui, ora, ti incoraggio a far andare un po di sangue al cervello e inizia a ragionare seriamente.
Sono tante le possibilità per uscire dalla situazione in cui ti trovi, affina la vista, apri gli orecchi e tira fuori il coraggio!
Cambiare non è facile, ma io punto su di te!

Al prossimo Drink
Ruel