Perché a me?

Perché a me?

29 Marzo 2018 3 Di Ruel Franzese

Me lo sono chiesto, più di una volta.
e immagino che qualsiasi sia il tuo problema, che sia simile al mio o meno, anche tu in un particolare momento della tua vita o anche adesso ti sei chiesto… Perché tutto questo proprio a me?
Ho passato anni a cercare di spiegarmi; autoconvincermi che qualcuno avesse la colpa delle mie sofferenze. Ci ho provato è vero, ma è servito solo ad alimentare il mio spirito vittimista.
Accecato dalla voglia di trovare risposte mi sono soffermato sugli errori degli altri e non più sui miei!
ed è proprio questo uno dei più grossi errori, camminare senza uno specchio nella borsa.
Ogni tanto fa bene tirarlo fuori e riflettere su chi si è, e quanto del marcio che si vive lo abbia effettivamente provocato qualcun’altro.

Non voglio fare nessuna predica qui, ma voglio incoraggiarti scrivendoti quello che un giorno compresi, nel mezzo del mio periodo nero.
Mi sono chiesto molte volte perché appena avvicinato alla fede, il primo libro che ho letto è stato quello di Giobbe.
Che tu l’abbia letto o meno ti faccio un super-riassunto.
Giobbe era un uomo che amava Dio con tutto il suo cuore e non sbagliava mai di una virgola. Temeva Dio (per temere si intende avere rispetto della sua sovranità) e faceva di tutto pur di piacergli.
Un giorno però Satana sfidò Dio dicendo che Giobbe, il giusto, avrebbe rinnegato il Signore se fosse stato stimolato a farlo. Dio era certo che Giobbe non avrebbe ceduto quindi permise a Satana di fare il suo lavoro.

A Giobbe venne portato via ogni suo avere, il suo bestiame, la sua servitù, tutti i suoi figli, e fu colpito da un ulcera su tutto il corpo.
Quello che mi fa venire la pelle d’oca ogni volta che lo leggo è il verso 22 del primo capitolo “In tutto questo Giobbe non peccò e non attribuì a Dio nessuna colpa”
Giobbe era un uomo coraggioso, nonostante la sua vita fosse stata distrutta non ha smesso di credere che Dio lo avrebbe salvato.
Vedi… Giobbe non ha chiesto perché… perché lui sapeva, che Dio era in controllo.

Voglio portarti a riflettere su questo, ci sono domande in cui non troviamo il perché. Non perché non esiste una spiegazione, ma semplicemente perché la risposta non possiamo saperla.
Giobbe non era a conoscenza della sfida che Satana diede a Dio sul suo conto quindi non avrebbe potuto sapere in nessun modo il perché delle sue sofferenze.

Laddove non esistano spiegazioni razionali o teologiche per la sconfitta e la sofferenza siamo chiamati a confidare in Dio perché nessuno può conoscere la ragione specifica della propria sofferenza; bisogna pertanto confidare nella sovranità di Dio.
È questa la vera risposta alla sofferenza.

!Piccolo spoiler!
Alla fine Dio benedisse Giobbe per la sua lealtà con benedizioni più abbondanti di quante non ne avesse avute prima!

Al prossimo drink!